La scelta di voto: da cosa è influenzata?

La scelta di voto è influenzata da un’innumerevole quantità di fattori psicologici. Eccone alcuni.

La campagna elettorale riempirà le nostre giornate fino al 4 marzo 2018, quando finalmente potremo esprimere il nostro voto. Per tale motivo mi allontanerò in questo articolo dalle tematiche abitudinarie del blog, per affrontarne delle altre. Da cosa è influenzata la nostra scelta di votoQuel che votiamo è il risultato esatto delle nostre idee o il nostro voto finale dipenderà anche da altri fattori psicologici? A questa domanda, i politici professionisti saprebbero già cosa rispondere. 

La scelta di voto

Il processo decisionale che ci porta a votare un determinato partito, è influenzato daeuristiche politica un complesso insieme di fattori psicologici, spesso a noi inconsapevole. Soprattutto negli ultimi decenni, infatti, la crescente esposizione mediatica ci ha reso continuamente bombardati di notizie sotto ogni punto di vista. Social network, internet, tv, giornali, cartelloni: dovunque, in questo mese, vedremo facce di candidati, talvolta sconosciuti, o simboli di partiti logorroici, magari con un’apparente esperienza politica alle spalle.

L’esposizione mediatica ha preso il posto dell’esposizione ideologica. Il voto finale sarà cioè dettato non più da valori o ideologie di appartenenza, ma da aspetti psicologici e persuasivi, un tempo marginali. L’immagine del candidato, le sue caratteristiche individuali, l’efficacia persuasiva e attrattiva delle sue promesse, ad esempio, sono diventati gli elementi fondamentali e spesso decisivi nell’orientare le scelte di voto.

Come spiegare tutto questo? Con una parola: euristiche.

Per spiegarti le euristiche, voglio farti un esempio.

Ti invito a immaginare a una tipica scenetta. Sei in macchina, magari con tua moglie (o tuo marito) e stai guidando per una strada sconosciuta. Alla radio c’è il notiziario. Tua moglie ti sta parlando di una serie di cose che tu non riesci bene a comprendere. Nei sedili posteriori i tuoi figli litigano. Nel frattempo suona il telefono: è tua madre che ti dice che tuo padre sta male. Le altre macchine ti suonano, ti lampeggiano: probabilmente, a causa di tutta quella confusione che hai in testa, non stai più guidando come si deve. E magari c’è anche un po’ di nebbia per la strada, che ti impedisce di guidare nel modo corretto. La tua mente è circondata da una quantità enorme di stimoli e non riesce a gestire tutto per bene, né ad avere la possibilità di farlo.

All’improvviso, però, sulla strada compare un bivio. Non te l’aspettavi. Bombardato da scelta vototutti quegli stimoli in macchina, non ti ricordi più per dove dovevi andare. Devi fare una scelta però, se non vuoi schiantarti contro il guardrail: e allora che fai? Prendi la direzione che più ti piace, la strada più facile, quella dove vanno la maggior parte delle macchine. Per la tua mente è troppo oneroso pensare saggiamente a quale direzione prendere. E’ già bersagliata da una quantità innumerevole di impulsi che ha deciso di scegliere la strada più corta, senza pensarci troppo su. Ha deciso di prendere una scorciatoia. Ecco: le euristiche sono una scorciatoia mentale, di cui si serve la mente per operare scelte in situazioni difficili, confuse e poco certe.

E’ quello che accade quando votiamo. Il voto sembra, infatti, essere basato su strategie di pensiero brevi e approssimative (dette appunto euristiche), messe in atto quando si ha la consapevolezza della mancanza di importanti dati certi e reali, necessari per fare delle valutazioni precise (Castelli & Arcuri, 2007). Qui trovi un elenco generale delle euristiche più diffuse.

Le euristiche e la politica

L’utilizzo di euristiche in politica è dettato dal fatto che, specialmente ai giorni nostri,campagna elettorale gli schieramenti hanno oramai perso la loro identità, una volta fortemente ideologica. Gli innumerevoli dibattiti nei salotti televisivi, inoltre, generano quotidianamente una quantità enorme di informazioni che risulta essere incomprensibile, confusa e contrastante alla nostra mente, spesso presa da altri problemi. La mente, ovvero, non è in grado di operare una scelta ragionata quando ha una quantità enorme di informazioni e di alternative a disposizione, ed è per questo che preferisce prendere la “scorciatoia”. A tutto ciò si aggiunge, peraltro, la già sperimentata infedeltà delle promesse fatte in periodo elettorale che invitano la mente a non prendere troppo sul serio le idee dei politici, e ad operare la scelta di voto in base ad altri elementi (Todorov et al., 2005).

Votare scegliendo le scorciatoie

La capacità persuasiva di alcuni personaggi prenderà così il posto dei reali contenuti e inciderà sulla scelta finale. Alcuni studi hanno dimostrato che sono gli aspetti più superficiali (immagine, incisività, persuasione) che influenzano le scelte dei votanti, più che le idee (Caprara et al., 2004). Altra euristica politica che incide sul comportamento di voto è quella della tendenza conservativa. La mente, piùscelta voto che affrontare il cambiamento e l’ignoto, preferisce non rischiare e dare fiducia a quei riferimenti già conosciuti, certi e stabili, anche se negativi. E’ per questo che molti politici sono in Parlamento da più di venti o trent’anni. Si fa presto a dimenticare!

Infine, altra euristica della scelta di voto è quella del contesto di appartenenza. La scelta di voto sembrerebbe essere influenzata, molto spesso, dai familiari, amici e colleghi. Essendo l’essere umano un essere sociale, è il senso di appartenenza quello che diventerà più importante, piuttosto che l’ideologia qualora non si avranno dati e informazioni certe o attendibili.

Accade però che, molto spesso, si da il voto e si considerino “affidabili” e stabili quegli stessi politici che, nel tempo, hanno dato segnali di incoerenza e incapacità. Come è possibile? Si chiama effetto recency. La mente preferisce dare attenzione agli aspetti più recenti, piuttosto che andare a ricordare gli eventi più lontani. Per questioni di “economia” e risparmio mnestico (Castelli & Arcuri, 2007).  

E allora che fare per un voto consapevole?

Ragionare, pensare, riflettere. Più che ascoltare le informazioni, leggerle. Più che ricevere informazioni tutte in volta (come avviene nei talk show televisivi), leggerle a una a una. Se leggessi cinque libri contemporaneamente, cosa capiresti? Di certo, sarebbe meglio leggerli uno alla volta per capire quale ti piace di più. Allo stesso modo, la mente sarà meno indotta a cercare scorciatoie euristiche, se le si forniranno dati chiari e trasparenti.

So benissimo, però, che tutto questo non è facile. Si tratta di andare contro a innati principi cognitivi mentali. E molti politici, d’altronde, questo lo sanno perfettamente.

Bibliografia consigliata

Caprara, G.V., Zimbardo, P.G. (2004). Personalizing politics: a congruency model of political preference, 59 (7), 581-594.

Castelli, L., Arcuri, L. (2007). La cognizione sociale, Laterza, Bari.

Todorov, A., Mandisodza, A.N., Goren, A., Hall, C.C. (2005) Inferences of Competence from Faces Predicy Election Outcomes, Science, 308, 1623-1626.

 

 

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