Prayer therapy: quando la preghiera aiuta a guarire

La preghiera contribuisce a modificare il profilo genico delle persone. Si chiama Prayer Therapy. Lo sapevi?

Al di là dell’essere credenti o meno, è oramai assodato e dimostrato da studi scientifici internazionali, che la preghiera ha davvero capacità miracolose. Non è soltanto questione di fede, ma anche di vera e propria scienza. La prayer therapy incide, infatti, significativamente sulle cellule potenzialmente nocive, e migliora la capacità di quelle positive.

Cos’è la prayer therapy

prayer therapyLa Prayer Therapy è studiata da oltre quarant’anni dal suo ideatore, Herbert Benson, medico cardiologo originario di Harvard. A partire dal 1967, infatti, questo autore, tra i fondatori del Benson Henry Institute for Mind Body Medicine al Massachusetts General Hospital di Boston, ha sempre sostenuto che la preghiera avesse dei benefici non soltanto a livello spirituale, ma anche e sopratutto psicofisico. Ciò varrebbe non solo per chi è credente in Dio, ma anche per chi non è religioso. Le sue supposizioni sono partite da una semplice osservazione: tra i malati ricoverati, Benson aveva notato che coloro che avevano fede in Dio approdavano in modo più veloce alla convalescenza.

Benson, pur ammettendo una certa influenza spirituale in questo processo di guarigione (non ha mai discusso il potere della fede in quanto tale), volle comunque verificare la cosa anche da un punto di vista scientifico. Da quel momento in poi sulla prayer therapy sono stati pubblicati più di 180 articoli scientifici. Solo negli ultimi anni, però, la terapia della preghiera è stata comprovata anche da vere e proprie prove scientifiche.

Gli studi scientifici: gli effetti psicofisici della prayer therapy

Nel 2013, in un’articolo pubblicato su Plos One, Benson (2013) ha dimostrato che la preghiera induce il cambiamento dei profili genetici delle persone. In particolare, su alcuni volontari che si definivano “atei”, ha analizzato i profili genetici prima e dopo un training fatto di preghiera, meditazione e rilassamento. Alla fine del percorso di preghiera, le sequenze di geni importanti per la salute sono diventate più attive, rispetto a quelle nocive che, invece, hanno diminuito il loro potenziale.

I vantaggi della preghiera, però, vanno anche al di là delle modifiche funzionaliprayer therapy al patrimonio genetico. I ricercatori dell’Università di Pavia (Bernardi et al., 2001), infatti, hanno dimostrato che recitare il rosario migliora l’attività respiratoria e cardiaca, con un miglioramento anche della pressione arteriosa. L’US National Institutes of Health, inoltre, ha scoperto che chi prega regolarmente ha una probabilità del 50 % in meno di sviluppare patologie tumorali. Teasdale et al. (2013), oltretutto, hanno anche dimostrato che la preghiera e la meditazione, se abbinate a un percorso di psicoterapia, riescono pure a curare certe forme di depressione cronica.

Strabiliante, vero? Ripeto, non si tratta di mettere in alcun dubbio la fede religiosa e l’importante messaggio spirituale che ogni religione può avere. Le ricerche condotte hanno lo scopo di capire se, oltre la mera fede, accade qualcos’altro a livello psicofisiologico. Se però non vengono spiegati i meccanismi sottesi alla prayer therapy, quanto detto in questo articolo rischia di sembrare fantascienza.

Come agisce la prayer therapy

Con metodi di imaging si è scoperto che le aree cerebrali più coinvolte nella preghieraterapia della preghiera sono quelle limbiche e frontali. Le prime sono più deputate alle emozioni, le seconde ad attività lavorative come la concentrazione e l’attenzione. Per contro, vi è un abbassamento dell’attività parietale, necessaria per mantenere l’orientamento nello spazio e nel tempo. La dimensione di benessere psicofisico della preghiera è associata proprio con queste attività cerebrali (Newberg, 2014).

In particolare, il cervello, durante l’attività di preghiera o di meditazione, spegne le aree cerebrali (parietali) che sono sensibili all’ambiente esterno. Ciò facilita la concentrazione sulle proprie emozioni e sul proprio organismo. Questo rivolgimento interiore, è il nucleo che attiva poi anche la funzione parasimpatica e che comporta la riduzione della frequenza cardiaca, la normalizzazione della pressione sanguigna, il rafforzamento della risposta immunitaria, l’abbassamento dei livelli di cortisolo e tutti gli altri effetti psicofisici.

Uno degli effetti più importanti, è senza dubbio l’aumento dei livelli di serotonina nel sangue. La serotonina è un neurotrasmettitore molto importante nella regolazione dei disturbi dell’umore. La prayer therapy, pertanto, permettendo di innalzare i livelli di serotonina, consente di contrastare efficacemente la depressione, l’ansia, l’insonnia, l’impulsività, lo stress e tutte le patologie psicologiche collegate (Teasdale et al., 2013).

Prayer therapy: cosa accade a livello biologico

Se volessimo approfondire un po’ le cose a livello biologico, possiamo dire che la terapia della preghiera provoca un potenziamento delle cellule mitocondriali. L’attività dei mitocondri, infatti, migliora costantemente dopo un ciclo di preghiera. Tale miglioramento inciderà, tra le altre cose, sulla produzione dell’insulina, responsabile del controllo glicemico, ma anche sulla produzione di radicali liberi (Benson et al., 2013).

Queste ricadute cellulari avranno delle ripercussioni positive sul benessere psicofisico generale, causando al contempo una diminuzione di tutte le malattie cardiache, tra cui quelle infiammatorie e intestinali. Gli stessi effetti, peraltro, del training autogeno e di altre metodologie di rilassamento.prayer therapy

Tutti questi accadimenti psicofisici sono indipendenti dalla fede religiosa. Di conseguenza, al di là dell’essere credenti o meno, dei contrasti e delle guerre religiose che attualmente ci sono nel mondo, queste ricerche ci dicono in sostanza una sola cosa. Qualunque sia la nostra appartenenza religiosa, almeno da un punto di vista psicobiologico, siamo tutti uguali.

Bigliografia per approfondire

Benson, H. Bhasin MK, Dusek JA, Chang BH, Joseph MG, Denninger JW (2017). Correction: Relaxation Response Induces Temporal Transcriptome Changes in Energy Metabolism, Insulin Secretion and Inflammatory Pathways, PLOS ONE, 12(2).

Bernardi, L., Slieght, P., Bandinelli, G., Centetti, S., (2001). Effect of rosary prayer and yoga mantras on automatic cardiovascular rhythmis: comparative study, British Medical Journal, 323, 1446-1449.

Newberg, A. (2014). The neuroscientific study of spiritual practices, Frontiers in Psychology, 5.

Teasdale, J. (2013) Mindfulness-Based Cognitive Therapy for Depression: A New Approach to Preventing Relapse. New York: Guilford Press.

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