Psicologia ed Esercizio Fisico

L’attività fisica incide in modo significativo sul benessere psicofisico delle persone. 

Se tutti noi facessimo dell’esercizio fisico con frequenza regolare, la nostra salute psicologica ne gioverebbe (un po’ meno le tasche dei medici: avrebbero meno pazienti!). Praticare uno sport, o semplicemente fare una passeggiata giornaliera, non ha difatti delle ripercussioni positive soltanto sul nostro corpo, ma anche sulla nostra mente. In un certo senso, l’attività sportiva è in alcuni casi la migliore attività clinica possibile

I  motivi per cui vale la pena muoversi

Varie ricerche hanno dimostrato gli innumerevoli benefici psicologici che si ricevono da benessere psicologico esercizio fisicoun’attività fisica costante. E non si tratta soltanto di benessere psicofisico, ma anche di un sensibile miglioramento delle performance mentali. Sia che si tratti di lavoro che di hobby, avere una mente allenata, vuol dire anche averla libera da preoccupazioni e ansie varie. Ciò permetterebbe di concentrarsi esclusivamente su quello che si sta facendo.  

Da un punto di vista biologico, l’esercizio fisico è in grado, secondo alcuni studi scientifici, di “riorganizzare” a tutti gli effetti il nostro cervello. Vengono prodotte, ovvero, maggiori sostanze in risposta allo stress, in particolare nella sede dell’ippocampo. Per lo stesso motivo, è stato anche dimostrato che l’esercizio fisico riduce l’ansia in maniera considerevole (Schoenfeld et al., 2013; Smith, 2013). 

E qual è la conseguenza dell’avere meno stress e poca ansia? Ma certamente avere un umore migliore. Proprio per tale motivo, quindi, l’esercizio fisico è anche in grado di alleviare le tensioni e trasformare il malumore in buonumore (Thayer et al., 1994). 

Ulteriori ricerche, inoltre, hanno pure dimostrato che lo sport migliora le capacità di lavoro delle mente. In particolare, le performance mentali degli sportivi rispetto ai non sportivi, risultano di gran lunga migliori a livello della memoria di lavoro e del raggiungimento degli obiettivi (McMorris et al., 2011). La memoria di lavoro, ti ricordo, è il sistema mnestico responsabile dell’immagazzinamento temporaneo dell’informazione che permette di svolgere bene un determinato compito. 

Benessere psicofisico e disturbi psicologici

esercizio fisico psicologicoQuanto detto, ancora non è nulla rispetto a ciò che sto per dirti. Ebbene sì, l’effetto positivo dell’esercizio fisico può contribuire sensibilmente al miglioramento di determinate condizioni psicopatologiche. Questo perché incidendo sull’umore, sull’ansia e sullo stress, per forza di cose inciderà positivamente anche su un’eventuale disturbo psicopatologico connesso. Attenzione però: contribuisce e non elimina del tutto determinate condizioni patologiche (niente e nessuno fa miracoli!). 

Alcune ricerche, ad esempio, hanno dimostrato che l’attività fisica aiuta a contrastare efficacemente gli stati depressivi. Non si tratta  di una cura definitiva per la depressione, ma certamente può aiutare in tal senso, poiché ne fornisce un moderato sollievo e diversivo (Wook et al., 2015).  

Lo sport è anche in grado di prevenire l’insorgenza della demenza. Si è visto, infatti, che tutti coloro che nella vita hanno fatto sport, hanno un minor rischio di sviluppare problematiche cognitive durante la vecchiaia (Ahlskog et al., 2011). Non solo, ma un’attività fisica regolare consente anche di tenere a bada lo sviluppo di forme di dipendenza, come quelle tossicodipendenti o da alcol. Chi “si muove” avrà più capacità di sviluppare endorfine (i neurotrasmettitori della felicità!) rispetto a chi, invece, preferisce il divano (Lynch et al., 2010). Di conseguenza, non avrà bisogno di ricercare la felicità altrove, poiché l’avrà già dentro di sé. 

Perché tanti effetti positivi? 

Se stai ancora cercando scuse per rimanere stravaccato sul divano, piuttosto che andaresport a fare una bella corsa, cercherò adesso di convincerti del tutto sugli effetti positivi dello sport

Ti starai chiedendo perché il movimento fisico possiede così tanti effetti positivi a livello psicologico (e ce ne sono ancora altri). Bé, il segreto sta tutto in queste tre parole: dopamina, noradrenalina e serotonina. Sono i tre principali neurotrasmettitori che vengono modulati dall’esercizio fisico. Al contempo, sono gli stessi neurotrasmettitori che rivestono un ruolo fondamentale nelle malattie mentali. Queste ultime, infatti, rappresentano spesso uno squilibrio o di dopamina, o di noradrenalina o di serotonina: riattivare il loro circuito, pertanto, permette di rimettere in moto tutto l’organismo! E’ da qui, insieme a un’altra serie di eventi psicobiologici complessi che ti risparmio, che derivano tutti gli effetti positivi che sopra ti ho descritto.

Sono in un certo senso gli stessi meccanismi che vengono coinvolti da una psicoterapia. Prendiamo il training autogeno. Durante gli esercizi vengono rimesse in moto proprio le sensazioni di benessere scaturite da una passeggiata. Vivere gli esercizi del training autogeno, infatti, permette di sviluppare endorfine e, quindi, di provare emozioni positive. Tutto questo andrà ad incidere positivamente sulla salute psicofisica. Non è un passeggiatacaso che molti sportivi, prima di fare una gara, effettuano delle sedute di training autogeno superiore proprio per aumentare le loro performance mentali

Possiamo dire che sì, l’attività fisica è un modo di fare psicoterapia con se stessi. Non riesce a curare tutto, ma di certo allevia la sofferenza e il dolore. Uscendo da una seduta di psicoterapia, delle volte ti sentirai infatti stanco e affaticato, proprio come se hai fatto una corsa, o hai scalato una montagna. E’ proprio durante una salita, d’altronde, che il più delle volte ti vien voglia di mollare tutto. Eppure vuoi mettere lo splendido panorama che vedrai dalla cima, una volta che la salita sarà finita? 

Che aspetti? Sono sicuro che da qualche parte hai un paio di scarpe da ginnastica: mettile ai piedi e incomincia a correre. Scegli tu, tra tutti quelli che ti ho elencato, il motivo buono che ti può spingere a farlo!

 

Bibliografia 

Ahlsjog, J.E., Geda, Y. E., Graff-Radford, N.R. (2011).  Physical Exercise as a Preventive or Disease-Modifying Treatment of Dementia and Brain Aging, 86 (9), 876-884. 

Lynch, J.W., Piehl, K.B., Acosta, G. (2010).  Aerobic Exercise Attenuates Reinstatement of Cocaine-Seeking Behavior and Associated Neuroadaptations in the Prefrontal Cortex, Biol. Psych. Journ., 68 (8), 774-777. 

Schoenfeld, T.J., Rada P., Pieruzzini, P. (2013). Psysical Exercise Prevent Stress-Induced Activation of Granule Neurons and Enhances Local Inhibitory Mechanism in the Dentate Gyrus, Jour. of Neruos., 33 (18), 7770-7777. 

Smith, J.C. (2013). Effects of Emotional Exposure on State Anxiety After Acute Exercise, Med. Sci. Sports Exerc., 45 (2), 372-378. 

Tae Woon K., Baek V, Dongjin B., Dong-Soo R., Jin Hee S. (2015) Stress-Induced Depression Is Alleviated by Aerobic Exercise Through Up-Regulation of 5-Hydroxytryptamine 1A Receptors in Rats. Int Neurourol J., 19 (1): 27-33.

Thayer, R.E., Newman, J., McClain, R., Tracey, M. (1994). Self-regulation of mood: strategies for changing a bad mood, raising energy and reducing tension, Journ. of Pers. Soc. Psyc., 67 (5), 910-925. 

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